Cannolo siciliano
Il cannolo è il re dei dolci siciliani!
Curiosità

La Sicilia in tavola: dieci specialità siciliane da assaggiare

13/07/2023
8 minuti

Ubicata nel cuore del Mediterraneo, la Sicilia è un’isola di straordinaria bellezza che conserva le tracce dei numerosi popoli che l’hanno conquistata, dai Fenici agli Spagnoli, passando per Greci, Romani, Arabi, Svevi e Normanni (e la lista continua!).

Il loro passaggio ha lasciato un’impronta non solo nell’arte e nella cultura siciliana, ma anche sulla sua cucina, che è estremamente varia e creativa.

Scopri le storie e gli ingredienti che compongono le dieci principali specialità siciliane, ma fa’ attenzione: arrivare fino a fine articolo senza aver prenotato un volo per Palermo o Catania è praticamente impossibile!

Pane e panelle

Pane e panelle e crocchè
Le panelle sono un classico esempio di street food siciliano!

Palermo è la capitale dello street food siciliano e le panelle ne sono uno degli esempi migliori.

Queste frittelle a base di farina di ceci, acqua, prezzemolo e sale, spesso condite con pepe e limone, sono infatti alla base di uno dei panini più tipici del palermitano: pane e panelle!

All’interno di questo panino, preparato con forme di pane rigorosamente ricoperte di semi di sesamo, si possono trovare anche i crocchè (chiamati talvolta cazzilli), ossia crocchette di patate, pepe e prezzemolo, oppure verdure fritte.

Meno famose, ma altrettanto deliziose, sono le panelle dolci, preparate in occasione della festa di Santa Lucia, ogni 13 dicembre, che contengono nel loro impasto anche zucchero, burro o strutto e sono servite ripiene di crema pasticcera. 

Arancino (o arancina!)

Arancini di riso
L’arancino (o arancina) è una delle specialità siciliane più “controverse”!

Parlare di questa specialità senza far innervosire nessun siciliano è molto difficile, ma ci proveremo lo stesso!

Nonostante si tratti di preparazioni a base di riso molto simili tra loro, esistono alcune differenze significative (non solo di sapore!) tra la Sicilia occidentale e quella orientale.

Generalizzando molto, a Palermo, l’arancina è di genere femminile, ha una forma sferica che ricorda quella di un’arancia e il suo ripieno è spesso a base di carne trita o besciamella, prosciutto e piselli o funghi (questa variante è detta “al burro”).

A Catania, invece, l’arancino è maschio, il suo riso è impregnato di zafferano, la sua forma è triangolare (come quella dell’Etna) e il suo ripieno più tradizionale è a base di sugo di carne a pezzi e piselli (ma esistono anche arancini ripieni di sugo alla Norma o pesto di pistacchi!).

In entrambe le versioni, questa specialità è stata riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel 2014.

Se gli arancini (o le arancine) sono il tuo piatto preferito, prenota il primo volo per Catania e un tavolo al ristorante Acqualavica per provare il suo risotto di arancino “100% catanese”!

Pasta alla Norma

Piatto di spaghetti alla Norma
La pasta alla Norma è una delle paste siciliane più conosciute e apprezzate

Melanzane fritte, pomodoro, ricotta salata e basilico: da questi ingredienti, nasce il piatto simbolo della cucina catanese, la pasta alla Norma.

Sull’origine del suo nome esistono varie ipotesi e quasi tutte si collegano, in un modo o nell’altro, alla Norma di Vincenzo Bellini, un’opera tragica in due atti ideata dal compositore catanese nel 1831. 

Secondo alcune fonti, a dare il nome alla ricetta è stato il commediografo siciliano Nino Martoglio, usando “Norma” come sinonimo di capolavoro. Secondo un’altra versione, la ricetta è stata creata ad hoc da uno chef siciliano anonimo per omaggiare il compositore durante una delle sue visite della sua città natale.

Le melanzane fritte sono protagoniste anche di un altro primo della tradizione siciliana: la pasta ‘ncasciata, una pasta al forno tipica di Messina resa famosa dallo scrittore Andrea Camilleri e dal suo commissario Montalbano.

Cuscus di pesce

Cuscus di pesce alla trapanese
Il cuscus di pesce è un chiaro esempio dell’influenza araba sulla cucina tipica siciliana

 Il cuscus di pesce è la ricetta che, più di tutte, simboleggia l’influenza della cultura araba su quella siciliana, in particolar modo su Trapani e la sua provincia.

A differenza del couscous magrebino, servito con carne e verdure, il cuscus trapanese viene condito con la ghiotta, un brodo di pesce misto, gamberi o scampi arricchito con estratto di pomodoro, aglio rosso di Nubia e mandorle.

Come gli arancini (o le arancine), anche il cuscus di pesce è stato inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

La voglia di cuscus di pesce ti assale, ma hai finito le ferie? Fai un salto al Cous-Cous Restaurant per gustare un cuscus di pesce alla trapanese con i fiocchi pur restando nel centro di Milano!

Caponata

Caponata e crostini di pane
Contorno, antipasto o secondo: la caponata è un piatto estremamente versatile!

Non solo pasta alla Norma o pasta ‘ncasciata: le melanzane fritte sono protagoniste anche della caponata siciliana, un piatto molto versatile da servire come contorno, antipasto o secondo. 

La ricetta originale prevede che le melanzane a pezzetti siano condite con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive, capperi, zucchero e aceto, anche se ne esistono molte varianti.

Una di queste è la caponata agrigentina, che contiene anche peperoni, peperoncino, melone, basilico, pinoli, uvetta secca, pistacchi e mandorle. A Catania, invece, melanzane e pomodoro la fanno da padrone e vengono conditi con pinoli e basilico fresco.

Sarde a beccafico

Sarde a beccafico
Palermo, Messina e Catania si spartiscono la ricetta di questo piatto tipico siciliano

Un piatto povero, ma infinitamente più gustoso dell’originale: le sarde a beccafico sono un secondo (talvolta servito anche come antipasto) della tradizione palermitana, messinese e catanese.

I beccafichi, infatti, sono un tipo di uccelli che i nobili siciliani di un tempo amavano cacciare e consumare farciti con un ripieno a base delle loro stesse viscere e interiora. Le sarde a beccafico sono la versione più popolare di questa ricetta: al posto degli uccellini, un pesce povero, le sarde, e invece delle interiora, un ripieno di mollica di pane e pinoli.

Oggi, le sarde vengono pulite e arrotolate intorno a un ripieno di pangrattato, aglio, prezzemolo, uva passa, pinoli, sale, pepe e olio e chiuse con uno stuzzicadenti. Possono essere preparate sia al forno che fritte: la loro bontà resta intatta!

Cannolo siciliano

Cannolo siciliano
Il cannolo è il re dei dolci siciliani!

Una cialda cilindrica di pasta fritta ripiena di ricotta di pecora zuccherata, canditi e gocce di cioccolato: da questi ingredienti semplici - ma solo in apparenza! - nasce uno dei dolci più emblematici della pasticceria siciliana, il cannolo.

L’apparenza, infatti, inganna: ci volevano mani esperte, un tempo, per arrotolare la sfoglia attorno alle canne di fiume che, secondo alcune ipotesi, diedero il nome a questo dolce. 

Oggi, si usano appositi utensili in acciaio, ma una cosa resta certa: un buon cannolo viene sempre farcito sul momento.

Il motivo? Con il passare dei minuti, l'umidità della ricotta rischia di far perdere croccantezza alla cialda!

Cassata

Cassata guarnita con frutta candita
In Sicilia, la cassata è un’istituzione!

La ricotta di pecora è alla base di un altro simbolo della pasticceria siciliana: sua maestà la cassata, una torta a base di ricotta zuccherata, pan di Spagna, pasta di mandorle e frutta candita.

La prima ricetta della cassata risale al Trecento, ma, secondo alcune ipotesi, una versione cotta al forno di questo dolce esisteva già all’epoca della dominazione degli Arabi in Sicilia; furono loro che introdussero nella regione la canna da zucchero e numerosi agrumi. 

Per il passaggio dalla cottura al forno alla composizione a freddo, si dovrà aspettare invece l’invenzione da parte delle monache del convento della Martorana di Palermo della pasta di mandorle, che oggi compone l'involucro della cassata.

Nonostante gli ingredienti restino quasi sempre gli stessi, esistono numerosissime varianti locali della cassata. Una delle più famose sono le minne di Sant’Agata, cassatine tondeggianti che ricordano piccoli seni consumate a Catania durante la festa di Sant’Agata, santa patrona della città alla quale fu amputato un seno durante il martirio.

Granita con brioche

La granita con brioche è la colazione tipica dei mesi estivi in Sicilia.

Da un lato, un dolce freddo al cucchiaio, probabilmente introdotto in Sicilia durante la dominazione araba. I gusti più classici sono limone e gelsi neri, ma oggi ne esistono molti altri - pistacchio, mandorla, caffè, cioccolato, pesca, fragola, gelsomino - e possono essere combinati tra loro (“una granita metà pistacchio, metà mandorla, grazie!”).

Dall’altro, un dolce da forno a base di pasta all’uovo lievitata, di forma sferica e sormontato da una curiosa pallina, soprannominata tuppo

Insieme, granita e brioche sono il mix perfetto per affrontare anche le giornate più torride dell’estate sicula!

Pasta di mandorle

Frutta Martorana a base di pasta di mandorle
La frutta Martorana a base di pasta di mandorle è un dolce siciliano pregiatissimo

Ingrediente fondamentale della cassata, la pasta di mandorle, chiamata anche “pasta reale”, è alla base di numerose altre preparazioni tipiche della pasticceria siciliana. 

Uno degli esempi più caratteristici è la frutta Martorana, finti frutti a base di pasta di mandorle incredibilmente realistici: un capolavoro della pasticceria che, per tradizione, viene preparato e regalato in occasione della festa di Ognissanti. 

Busiate alla trapanese, pasta con pesto di pistacchi, cioccolato di Modica e tanti altri prodotti e ricette: la lista delle specialità siciliane potrebbe andare avanti (quasi) all’infinito. 

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I MIGLIORI RISTORANTI DI CUCINA TRADIZIONALE IN SICILIA

Quattro domande per fare il punto!

Alcuni dei cibi più tipici della Sicilia sono le panelle, gli arancini, la pasta alla Norma, il cuscus di pesce, la caponata, le sarde a beccafico, il cannolo, la cassata, la granita e la pasta di mandorle.

I migliori souvenir culinari da riportare a casa dalla Sicilia sono i pistacchi di Bronte, le mandorle di Avola, il torrone di Caltanissetta, i capperi di Pantelleria, la ricotta salata e il cioccolato di Modica.

I dolci tipici siciliani sono i cannoli, la cassata, la granita con brioche, la pasta di mandorle, la frutta Martorana, il biancomangiare, l'iris, il gelo di mellone, la sfincia di san Giuseppe e l'africano.

Come street food in Sicilia è possibile mangiare pane e panelle, i crocchè, il panino con la milza, l'arancino, lo sfincione, la granita con brioche, le mattonelle, la cartocciata e le stigghiole.

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